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    13 November

    Ho (s)venduto l'anima al diavolo

    Le cose sono andate così:
    Stavo giocando a futurisiko con dei quattordicenni (non che abbia qualcosa contro i quattordicenni, ma comunque non depone a mio favore) ed eravamo ad una fase oserei dire decisiva: stavo infatti portando un attacco accuratamente pianificato e sull'esito del quale basavo gran parte della mia strategia.
    Purtroppo i primi 2 lanci non vanno bene e da condizione di schiacciante superiorità mi ritrovo adesso in parità.
    A questo punto ergendomi in tutta la mia rilevante statura, dichiaro con voce roboante: "Satana, io ti invoco, io vendo la mia anima a te in cambio di un tiro fortunato!" Subito dopo tiro i dadi e... perdo.
    Non solo, avendo perso la mia imponente squadra di attacco sono ora scoperto ad un contrattacco che mi indebolisce e sulla lunga distanza determina la mia sconfitta.
    Ora, il discorso è: sono ateo, ma se davvero esiste un dio e magari anche un diavolo, io ho effettivamente venduto la mia anima?
    Dal mio grado di preparazione in diritto privato, posso dire che non avendo ottenuto la controprestazione (ovvero il tiro di dadi fortunato) io non sono obbligato a consegnare la mia anima al momento della dipartita. Ciò non toglie che l'eventuale Dio, in tutta la sua clemenza se la prenda male che io abbia chiesto aiuto all'altra squadra e mi consegni comunque...
    Mah... Vedremo...
    Forse più avanti dovrò essere davvero grato per aver perso quella partita di risiko.
    Per essere certi però, la prossima volta ci penserò 2 volte prima di promettere la mia anima a qualcuno che non porti almeno la terza.