zaratustra_86@h...'s profileSe avessi un euro per og...PhotosBlogLists Tools Help

Blog


    27 September

    la nostra "Grande Sfida"

    Vi siete mai chiesti quale sarà la “grande sfida” della nostra generazione?
    I nostri nonni avevano appena una guerra mondiale e la ricostruzione.
    I nostri genitori avevano la contestazione sociale e sono merito loro tutte le cose positive che oggi troviamo a scuola.
    Ma noi???
    Quale è il nostro compito?
    Certo forse è ancora presto, ma teniamo conto del fatto che i nostri predecessori la grande crisi l’hanno avuta a quella che corrisponderebbe alla nostra età (circa ovviamente).
    Sono preoccupato per 2 motivi al riguardo:
     
                                                            1
    Non è detto che noi ce la abbiamo una grande crisi, il che ha uno sguardo superficiale può sembrare un bene. Ma a mio avviso non è così, perché molte crisi del passato sono accadute perché una generazione ha messo in discussione l’ordine della precedente e non mi verrete certo a raccontare che il sistema attuale funzioni…
     
                                                            2
    Che si collega al primo, ovvero, se non noi, QUANDO ci sarà la prossima crisi?
    Mi spiego meglio, il motivo per cui a mio avviso noi non abbiamo la nostra crisi non è “perché non ce n’è motivo”, ma trova risposta nella fine della guerra del Vietnam.
    Niente teorie cospirazioniste.
    Come  sapete la guerra del Vietnam fu persa dagli Stati Uniti, i quali si trovarono a combattere contro 2 nemici, uno battibile cioè il Vietnam, e uno imbattibile, la propria opinione pubblica.
    Essa, informata dagli organi di stampa delle atrocità di quella guerra, dei villaggi distrutti, delle donne seviziate, dei bombardamenti al napalm, nutrì al proprio interno una classe di studenti che contestò e ottenne la fine della guerra.
    Ma da quel momento gli organi stampa non furono più ammessi nel teatro dei combattimenti e i pochi ammessi dovevano far vidimare dalle forze armate i propri articoli.
    Così facendo l’opinione pubblica non era informata di quello che faceva la classe dirigente da lei votata.
    Ho semplificato parecchio, lo so, ma quello che ho detto è sostanzialmente vero.
    E questo è solo un problema e di esso non ne abbiamo colpa.
    Il secondo è che siamo costantemente sedati da contenuti informativi culturalmente poveri e ce ne nutriamo come i maiali mangiano le bucce delle patate.
    Inoltre quando ci sentiamo veramente sovversivi, facciamo un bel corteo contro la Moratti trovandosela il giorno dopo come sindaco.
    Come fare a rendere totalmente innocua una cosa potenzialmente sovversiva come l’autogestione? Semplicissimo! Basta farcene fare una all’anno!!!
    Capite anche voi che in questo mucchio di merda il dubbio è difficilissimo che riesca a insinuarsi ed attecchire più del tempo necessario a scrivere questo intervento.
    E come per noi sarà per i nostri figli e a quel punto ci saremo noi al posto dei nostri genitori e non sarà cambiato niente e così via.
    Saremo privi di quei grossi scossoni generazionali che hanno caratterizzato e migliorato la nostra società negli ultimi secoli.
     
    Secondo me l’unico modo di uscire da questo circolo vizioso è un intervento esterno, ed esso non tarderà ad arrivare (in tempi storici si intende) perché questo sistema non può funzionare a prescindere da come viene gestita l’opinione pubblica e si arriverà al momento di rottura in cui crollerà l’ordine così costituito e si dovrà ricominciare da 0 o quasi.
    “Risolto” così il problema a lungo termine rimane quello a breve, cioè la sostanziale inutilità della nostra generazione.
    Siamo davvero condannati a fare solo da tramite tra i nostri genitori e i nostri discendenti?
    A questo quesito purtroppo non so dare una risposta, ma spero davvero che riusciremo anche noi a migliorare il nostro mondo, se non altro, per avere qualcosa da raccontare ai nipotini.
    15 September

    sfogo

    Cioè, io sono io e tu sei tu, e va bene: mica devo avere ragione per forza!
    Ma almeno raggiungiamo un accordo, veniamo a patti!
    Ma tu un cazzo, no Lui non può rinunciare a niente, Lui ha sempre ragione, Lui ha ragione pure quando ha torto!
    Ma vaffanculo!
    Mondo di merda!
    07 September

    Non capisco i rapper americani

    Io non capisco i rapper americani.
    Cioè, non tutti, per carità, ma la maggiorparte di quelli che conosciamo reppa sul suo passato nel ghetto che lo ha cresciuto, sulle sparatorie alla GTA, agli amici morti accoltellati.
    Su questo niente da dire...
    Insomma, chi vi conosce, probabilmente siete nel giusto, sempre meglio che fare canzoni strazianti a rotazioni continua...
    Ma poi si entra in contrasto con il vostro comportamento attuale, portate al collo dei tombini d'oro massiccio, vi coprite i denti di diamanti, andate in giro con degli incroci tra una limousine e una hummer. avete nelle vostre ville piscine foderate con mosaici in oro.
    Vivere alla grande è figo ed è il sogno di tutti, ma mi pare esageriate, soprattutto tenendo conto che quei soldi potrebbero essere usati per delle fondazioni per migliorare i quartieri da cui uscite, per impedire che altre persone vivano le esperienze da cui vi vantate di essere sopravvissuti.
    Se compri una ferrari in meno e doni uno scuolabus nuovo alla tua vecchia scuola, ci fai sicuramente più bella figura...
    E stendiamo comunque un velo pietoso sugli emuli nostrani. 0_0
    01 September

    Il ritorno di settembre

    Allora, durante l'estate, nei tempi morti, mi sono venuti in mente molti ragionamenti filosofici e avrei voluto esporveli...
    Ma fortunatamente un provvidenziale attacco di auto-noia (disciplina olimpica nella quale eccello che consiste in pratica nel riuscire ad annoiarsi da soli mentre si sta parlando) mi ha fatto cambiare idea...
    Quindi mi limiterò a darvi il bentornato tra le lande desolate milanesi.
    Se vi state chiedendo cos'è quella strana tonalità di grigio che sembra accomunare anche i colori più luminosi, tranqui raga è solo lo smog: riabituatevici.
    Riappropriatevi anche di tutte le paure e preoccupazioni comuni che una manciata di sale sulla pelle ha spazzato via in questa estate, ma solo a titolo di inventario: prima di accettarle completamente e metterle al solito posto, chiedetevi se sono davvero spaventose quanto sembrano o vanno solo viste da una prospettiva più spensierata.
    E per dare l'esempio ecco una barza di tipo medio con protagonista l'uomo che sta all'intelligenza quanto Cristina D'Avena sta ai cori dell'Armata Rossa, Francesco "pupone" Totti.
     
    Nel cuore della notte squilla il telefono della fidanzata di Totti, all'altro capo la voce preoccupata der Pupone:
    -Amò sto inguaiato me devi aiutà-
    -Francè che ti è successo?-
    -No devi venire qui ad aiutarme sto cercando de fare un puzzle da due giorni, c'è un gallo sulla confezione ma nun ce capisco niente-
    Un po' spaventata la ragazza si dirige in macchina fino all'abitazione del campione e entra...
    Guarda il puzzle...
    Guarda lui...
    E dice:
    -A Francè, rimetti apposto i cornflakes e vatte a coricà!-
     
    Detto questo, arrivederci al prossimo intervento.