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October 23

Primo articolo! (Lodo Alfano)

Signori e signore, il mio primo articolo giornalistico! Che sia la mia prossima attività?

(tra l'altro che argomento mi sono scelto?)


GENTILUOMINI O NON GENTILUOMINI

Ovvero: il “giusto” peso delle parole


“…Il Governo rinunciava all'emendamento impropriamente definito blocca processi e, in cambio della cortesia, Napolitano spingeva il Lodo Alfano in Parlamento e ne caldeggiava l'imprimatur costituzionale. Un patto fra gentiluomini.”


Vittorio Feltri nell’editoriale de “il Giornale”

11 ottobre 2009



“…il capo dello Stato sapete voi da che parte sta e abbiamo undici [giudici] nella Corte Costituzionale eletti da tre Capi dello Stato di sinistra che fanno della Corte Costituzionale non un organo di garanzia ma un organo politico.”


Silvio Berlusconi dopo la bocciatura del lodo Alfano al “Corriere della Sera”

07 ottobre 2009



Il 7 ottobre 2009 la Corte Costituzionale dichiara il cosiddetto “lodo Alfano” incostituzionale.

Per essere ben compresa, questa sentenza, necessita di un “riassunto delle puntate precedenti”.

Il 22 luglio 2008 il Presidente Napolitano promulga la legge affidando ad una nota le motivazioni che lo hanno spinto alla firma, ovvero la corrispondenza della legge a ciò che era indicato in una precedente sentenza della Corte Costituzionale, ovvero quella sul “lodo Schifani”.

Il lodo Schifani e, paradossalmente, la corrispondente sentenza di incostituzionalità, possono essere considerati il “padre” e la “madre” del successivo lodo Alfano, perché, mentre il primo cercava di disciplinare l’immunità per le quattro cariche più alte dello stato (come il lodo successivo) più il Presidente della Corte Costituzionale, la seconda, pur bocciando il lodo, indica come apprezzabile la tutela del “sereno svolgimento” delle funzioni di quelle cariche”, affermando che questo può avvenire “in armonia con i principi fondamentali dello Stato di diritto”.

Il lodo Alfano, quindi riprende le intenzioni e gran parte delle disposizioni contenute nel lodo Schifani, ma limandolo in modo da non imbattersi nuovamente in una bocciatura costituzionale.

Il Presidente Napolitano, vista la sentenza di cui sopra, promulga la legge.

Le conseguenze non tardano a farsi vedere: vengono immediatamente sospesi i processi in corso a carico di Berlusconi ovvero quello relativo alla compravendita di diritti televisivi per i reati di appropriazione indebita, frode fiscale e falso in bilancio, quello connesso per la corruzione dell’avvocato Mills e, infine, quello per diffamazione aggravata dall'uso del mezzo televisivo riguardo alle affermazioni in merito alle relazioni tra le cosiddette Cooperative Rosse e la camorra.

A onor di cronaca ci sarebbe un altro processo bloccato: quello per diffamazione contro Gianfranco Fini il quale però rinuncia alla protezione del lodo e ottiene il ritiro della querela in segno di rispetto per la scelta.

A questo punto però, interviene la Corte Costituzionale che pronunciandosi sul dubbio sollevato dal pm di Milano riguardo al primo processo elencato sopra, giudica il lodo in contrasto con gli articoli 3 (uguaglianza dei cittadini davanti alla legge) e 138 (relativo alle procedure per la modifica della Costituzione). Si tratta comunque di un “passo in avanti”, dato che il lodo Schifani era stato bocciato perché in conflitto con ben sei articoli, ma evidentemente la nuova stesura è perfetta.

Immediatamente scoppia lo scandalo, il premier accusa il Presidente della Repubblica di averlo preso in giro ignorando la volontà popolare che lo ha eletto direttamente e la Corte Costituzionale di essere un covo di agitatori di sinistra.

Al di là di quanto si è scritto e di come la pensi io personalmente, bisogna, a mio avviso, fare chiarezza in questo marasma di affermazioni pesanti, perché spesso, mi sembra che il gioco sia sparare sempre più in alto infischiandosene del significato reale delle proprie frasi.

Prima su tutte, l’affermazione ricorrente secondo cui il Premier sarebbe eletto dalla maggioranza e quindi onnipotente, è falsa su almeno due punti.

Il nostro Presidente del Consiglio, infatti non è eletto direttamente dal popolo, ma è nominato dal Presidente della Repubblica e successivamente confermato dal Parlamento, questo perché, l’equilibrio del potere dovrebbe essere spostato verso quest’ultimo organo in quanto, nella sua pluralità di partiti e membri (questo sì) eletti dai cittadini, rappresenta più correttamente il popolo sovrano.

Bisogna inoltre contestare l’affermazione secondo cui la maggioranza, e quindi i suoi rappresentanti, sarebbero onnipotenti.

Infatti essa, per non avere limiti al proprio potere, deve rispettare alcuni limiti imposti proprio dalla Costituzione, la quale, come obiettivo principale, ha quello di scongiurare la cosiddetta “dittatura della maggioranza”. Ciò significa che se in un determinato momento storico vi fosse una maggioranza tale da poter imporre alle minoranze leggi in contrasto con i diritti fondamentali e le libertà garantite dalla Carta, essa dovrebbe poter contare su almeno due terzi dei componenti delle camere o della maggioranza dei votanti in caso di referendum.

La Costituzione quindi, non è certo immodificabile, ma una sua eventuale modifica richiede una maggioranza particolarmente forte.

Veniamo al “potere di sindacato costituzionale” altrimenti detto “giudizio delle leggi”.

Esso spetta al Presidente della Repubblica ed alla Corte Costituzionale.

Come probabilmente sapete, una legge, per essere promulgata, deve essere firmata dal Capo dello Stato che deve rimandarla alle Camere se la ritiene in contrasto con i principi costituzionali.

A questo punto, però, se il testo viene riapprovato dal Parlamento senza modifiche, al Presidente non resta che promulgarlo.

Si vede, quindi che quello in capo a Napolitano, non è un potere, bensì un onere, nel senso che egli deve in un caso rimandare e nell’altro promulgare.

In questo senso appare evidentemente assurdo pensare o anche solo ipotizzare un possibile “patto tra gentiluomini” tra le due massime cariche dello stato dato che Napolitano era istituzionalmente privo di merci di scambio.

Infine veniamo alla Corte Costituzionale, la quale è l’organo preposto al sindacato costituzionale ovvero è il “giudice delle leggi”.

Ad essa arrivano tutti quei dubbi di costituzionalità delle leggi che emergono durante i processi ed ha un compito apparentemente semplice, ovvero giudicare se il dettato di una legge è aderente alla Costituzione o no.

Ovviamente non è esente da errori. Nello specifico però mi pare che le cose siano abbastanza chiare, perché, al di là dell’obiettivo, il lodo Alfano è evidentemente in conflitto con il principio di uguaglianza dei cittadini davanti alla legge, con quello che impone una procedura particolare per le leggi che intendono modificare la Costituzione, poiché i diritti e i poteri delle alte cariche dello Stato sono anche loro previsti nella Carta.

Certo si può, ed è stato argomentato che i membri della consulta siano delle “toghe rosse” ma la legge è legge e, a differenza dei “lodi”, è stata scritta quando Berlusconi aveva undici anni e quindi, si suppone sia priva di intenti persecutori verso la sua persona.


Davide Tuzzo


May 07

Coming Soon

Un dono scomodo, una natura nascosta.
Finalmente, dopo una vita lunga e difficile l'esercito americano capisce come valorizzare le capacità mutanti di Logan, ma dopo l'operazione nella segreta località di Casablanca, Logan capisce di essere stato ingannato!
Riuscirà ad accettare le sue nuove capacità e metterle al servizio dell'umanità?

Per il ciclo Ex-Men, prossimamente nei cinema: Vulverin, le Origini
February 22

Chiacchierata con il diavolo.

 

Cinque minuti a mezzanotte.

Stringo i pugni nervosamente, strizzo le palpebre e spalanco gli occhi.

Fuori il mondo è silenzioso e dalla finestra posso vedere il cielo: le stelle tremolano lontane facendomi sentire ancora più solo e indifeso.

Una parte di me vorrebbe tornare indietro, ma non posso farmi sfuggire questa occasione: quale uomo potrà mai dire di aver intervistato Satana?

Finalmente la lancetta dei minuti si unisce a quella delle ore sul 12.

Per un intero, lunghissimo minuto non succede niente, mentre impazzisco chiedendomi se non ho sbagliato qualcosa.

Poi le ombre negli angoli si fanno impercettibilmente più spesse e il gelo invade d'improvviso la casa.

Sulla sedia davanti a me, dove prima non c'era niente, ora c'è un uomo di circa 30 anni, di bell'aspetto anche se dall'aspetto scarmigliato.

Se l'avessi incontrato di mattina sul metrò, non mi sarei nemmeno accorto di lui, ma ora nel vederlo il cuore mi si stringe: è il diavolo.


Lucifero: Beh, non mi guardare così: mi hai chiamato e io sono venuto, non vorrai mica tirarti indietro?


Io:


Lucifero:Ascolta non ho fatto tutta questa strada per stare a guardare te che fai scena muta, avevi delle domande per me, o sbaglio?


Io: Si, mi scusi, l'emozione... Allora, prima domanda: lei ha molti nomi, Lucifero, Belzebù, Satana, Diavolo, Principe delle Tenebre...


Lucifero: “Principe delle Tenebre”? Mi hai preso per Dracula? Ascolta, così non funziona. Innanzitutto dammi del tu, renderà tutto più facile; poi riguardo al nome: tu sei italiano no? Allora io ti chiamerò Davide e tu mi chiamerai Lucio, va bene?


Io: Ehm, va bene, Lucio. Cominciamo con una curiosità: quando è arrivato ho sentito improvvisamente freddo, come mai, non arriva dall'inferno?


Lucio: Beh, Davide, mettiamola così: ti ricordi di quando in prima superiore, quella ragazza ti disse che prima che lei te la avesse data, l'inferno sarebbe congelato? Sappi che volendo puoi passare a riscuotere.


Io: Quindi aveva ragione il nostro Dante che ti immaginava bloccato nel ghiaccio dalla vita in giù all'ultimo girone dell'inferno?


Lucio: Esattamente.


Io: Ma allora scusa, come fai ad essere qui?


Lucio: Dimentichi che questa conversazione, in realtà sta avvenendo solo nella tua fantasia...


Io: Giusto.


Lucio:Attento a questi particolari. C'è gente che ha cominciato così e ha finito per ammazzare un sacco di persone dicendo che glielo avevo ordinato io.


Io: Il che ci porta al nocciolo di questa intervista: se tu sei imprigionato nell'inferno, come fai ad essere il “signore del male”?


Lucio: Ecco, questo è il genere di cose che mi fa veramente incazzare, se mi passi il termine!


Io: Figurati, se non potessi dire parolacce tu...


Lucio: Voglio dire: ragioniamo! Se Dio è onnipotente e unico, come fa ad esistere un'entità in grado di farla in barba al Grande Vecchio e tirare le fila del male? Mica stiamo parlando di Batman e di Jocker no?


Io: Infatti questa parte non mi è stata mai chiara.


Lucio: Appunto! Pensiamo all'apocalisse di Giovanni, anche in quel frangente io non c'entro niente: è Dio che fa venire la fine del mondo e giudica i bambini buoni ed i bambini cattivi premiando i primi e precipitando all'inferno i secondi.


Io: E nella genesi? Non sei stato tu a spingere al peccato Eva offrendogli il frutto proibito, la mela?


Lucio: Non lo nego, ma il racconto è quanto meno parziale.

Innanzitutto chiamarla mela è improprio, dato che si trattava del “frutto dell'albero della conoscenza del bene e del male” e non mi pare che “mela” voglia dire la stessa cosa.

Adamo ed Eva andavano in giro nell'Eden come ebeti: erano nudi e felici, certo, ma anche se esteticamente erano uguali a te (beh più o meno, erano più belli ed erano anche neri, tra l'altro) mentalmente erano fuori come dei balconi. Non erano in grado di distinguere un azione cattiva da un azione buona e vivevano spensierati ridacchiando senza motivo come dei teletubbies in botta. Dio parlava spesso con loro, chiedendogli se ci fosse qualcosa che poteva fare per rendere ancora migliore la loro vita, solo per sentirsi rispondere che, no era tutto fantastico. E grazie! Come avrebbero potuto esprimere un opinione in quello stato?

Pensa se qualcuno ti impedisse di compiere delle vere e proprie scelte e ti obbligasse a vivere costantemente sotto dosi pesanti di psicofarmaci: non sarebbe comunque una prigionia? E la beffa è che anche in quei tempi uno degli “accessori” di serie dell'essere umano più pubblicizzato era proprio il “libero arbitrio”.

Quanto a me ero molto diverso da come mi vedi ora, ma anche dall'idea di angelo che avete voi altri.

E qui vorrei aprire un inciso: ma davvero credete di essere stati fatti “ad immagine e somiglianza” di Dio? Ma tu hai mai provato, che so, a lanciare fulmini dalle dita? O a creare l'universo?


Io: Ma io immagino che ci si riferisca all'aspetto mentale.


Lucio: Cioè voi paragonate la vostra mente a quella di Dio. Cavolo! E pensare che, secondo la tradizione, il presuntuoso narcisista dovrei essere io.


Io: Effettivamente... Ma mi stavi parlando di te.


Lucio: Si scusa, dicevo: a quel tempo anche io da bravo figlio di Dio quale tutti siamo vivevo tutto sommato felice della mia esistenza.

Ero stato assegnato insieme ad altri miei colleghi ad osservare l'eden e spesso mi fermavo ad guardare con aria di indulgenza superiore questi strani esserini che sgambettavano e rotolavano in mezzo alle frasche del Giardino.

Eppure con il tempo non potevo fare a meno di pensare che vi avevano un po' preso in giro: darvi la vita eterna ma non la mente per apprezzarla.

Fu così che prese corpo in me la decisione di darvi la possibilità di incominciare a pensare con la vostra testa.

Onestamente, commisi un errore di valutazione: non mi aspettavo certo che il Pezzo Grosso se la prendesse così tanto, ma evidentemente per lui si era sempre trattato di una questione di principio.

Altrimenti perchè arrabbiarsi così? In fondo quando li tentai non erano veramente responsabili delle proprie azioni: non sapevano ancora distinguere tra il bene e il male, e si sa, dire a un bambino di non fare una determinata cosa senza spiegargli il perchè, renderà solo certo che il bimbo infrangerà il divieto.

Ciononostante Dio fu irremovibile: al di la del “lavoro con il sudore della fronte” e del “partorirai con gran dolore” vi lascio completamente soli. Forse ora che il Tamagochi era in grado valutare criticamente, non era più divertente...

Quanto a me, non fu più tenero e mi incatenò in fondo a una “struttura” appositamente creata: l'inferno.


Io: Cavolo, questo di certo cambia un bel po' di cose.


Lucio: Un'altra cosa, alla luce di quello che ho detto mi pare quantomeno ipocrita poter pensare che il male nel mondo sia un mio obiettivo. Innanzitutto perchè non vedo cosa ne ricaverei, e poi perchè è proprio il libero arbitrio che da la possibilità scegliere di fare il male.


Io: Quindi il male è insito nell'uomo.


Lucio: Come anche il bene, d'altronde... Si tratta solo di fare una scelta, una scelta che potete effettuare grazie al saper distinguere tra i due concetti. Questa è la libertà. Sulla confezione non c'è mai stato scritto che sarebbe stato facile.


Io: Infatti... Beh grazie, ho finito le domande per adesso.


Lucio: Figurati è un piacere poter fare due chiacchiere ogni tanto. Solo ricorda, di non confondere la realtà con l'immaginazione, almeno quando guidi.


Io: Terrò a mente il consiglio. Arrivederci.


Lucio: Alla prossima.


Ritorno ad essere l'unico occupante della stanza.

Mi sento più tranquillo, ora.

Spengo la luce e vado a letto.


October 24

Teorie di complotto globale.

Ho scoperto un'altro fatto sconcertante, Elton John e la regina Elisabetta sono in realtà la stessa persona!!! Mostruoso!!!
Devo ancora capire tutto questo come si accordi con i dischi volanti interrati nelle nostre strade e con il fatto che ieri mia sorella ha pestato la cacca, ma sono sicuro che questi fatti siano la dimostrazione di un complotto globale che ha oscuri fini.
October 10

Sulla guerra

Diamo per assunto che tutte le guerre siano sbagliate.
Se però la Cina ci attaccasse per riprendersi gli spaghetti, sarebbe nostro diritto opporci con le armi.
Quindi, le guerre di difesa sono giuste.
Ma per difendere cosa?
E se dovessimo difendere dei privilegi che altri non hanno?
Faccio un esempio: se l'Italia possedesse una miniera di diamanti in Burkina Faso, e utilizzasse questa ricchissima risorsa senza condividerla con i Burkinioti (non so come si chiamano) sarebbe diritto di questa poverissima popolazione attaccarci e riprendersi la miniera? Non sarebbe in un certo senso una difesa? (in barba al principio sacrosanto della proprietà privata?) E non sarebbe un nostro "diritto" difendere la nostra proprietà?
 
Riassumendo, La pace difende lo Status Quo, ovvero le cose così come stanno, sia che sia il modo giusto sia che sia quello sbagliato.
Questo vuol dire però che la guerra non è altro che uno scontro di modi diversi di desiderare la realtà, ne' giusti ne' sbagliati.
Ammettendo invece che esista un modo universalmente "giusto" (il che grossomodo è il mio parere) bisogna ammettere che alcune guerre siano effettivamente giuste, perchè atte a modificare la realtà in meglio.
 
 
 
September 21

Chi prenderesti a sprangate dei personaggi della Disney?

 

Io Tigro di “Winnie the Pooh”

Che poi, “poo” non vuol dire “cacca”?

Cioè sarebbe “Vincenzino 'O Strunz”

Sembra più un ricettatore di Napoli che un tenero orsetto giallo affetto da raucedine...

Sarebbe fighissimo se qualcuno capace di disegnare lo rifacesse in questa sua nuova veste.

Io me lo vedo così: un orsetto giallo con la barba di 2 giorni e un giubbotto di pelle sporchissimo. Lo sguardo avido mentre stringe nella mano sinistra due orologi d'oro e nella destra un coltello a serramanico puntato verso lo spettatore.

Dietro ci sarebbero gli altri del bosco dei cento acri:

Il coniglio sulla sedia a rotelle e una coperta di lana sulle ginocchia che fa il nonno criminale sadico-arrapato della banda.(stile testa rossa di “the Snatch”

Tigro grande e grosso ma con lo sguardo ebete e i capelli posticci (un mr. Blond più stupido)

Pimpi scugnizzo-palo con gli occhi vispi tipo monello di Charlie Chaplin ma più cattivo.

Hi-Ho, che per il sottoscritto è l'unico che si salva di sta banda di deficienti, fa il poliziotto infiltrato nella banda.

 E voi? Chi prendereste a scarpate in bocca dei personaggi Disney?
July 29

Starship Troopers

 

Ho letto il libro "Starship Troopers" di Robert A. Heinlein in 3 giorni.
Si tratta del libro da cui è tratto il film omonimo ma, come in molti casi del genere, non c'entra niente.
E' una lettura che consiglio a tutti per la profondità con cui affronta tematiche di etica, morale e ingegneria sociale.
In sostanza il futuro di Heinlein si caratterizza da una società militarizzata derivata dalla fine della terza guerra mondiale.
Essa si basa su una "scienza della morale" molto diversa dalla nostra.
Noi affermiamo che alcuni principi etici fondamentali siano comuni a tutti gli esseri umani (non uccidere, non rubare, ecc.) e che, anche se qualcuno li viola,
egli è comunque consapevole del proprio "reato". Inoltre riconosciamo altrettanto dogmaticamente a ogni individui alcuni diritti inviolabili (alla vita, alla felicità) ecc.
In questa società ipotizzata si liquida l'esistenza di questi principi etici affermando che essi descrivono il mondo come vorremmo che fosse e non come è e si fonda l'etica dell'individuo sul imperativo biologico della propria sopravvivenza. Solo attraverso un elevazione etica e spirituale l'individuo egoista può anteporre alla propria sopravvivenza: la propria prole, la famiglia, la propria comunita, la società, la razza umana in quest'ordine.
Da qui si evince che solo quelle persone che raggiungono i gradi più alti di questa scala devono avere la possibilità di decidere per la comunità e qundi sono titolari dei diritti politici attivi e passivi (essere eletti e il voto). Chi sono gli unici che si fanno carico di questa incombenza anteponendo gli interessi della società ai propri? Per Heinlein la risposta è una sola: i militari.

L'umanità di Starship Troopers è costantemente in guerra con specie aliene e l'indice di mortalità tra i combattenti è piuttosto alto, mentre l'ingresso nelle forze armate è assolutamente volontario e garantito a tutti (maggiore età, psicologicamente idoneo con criteri uguali ai nostri). In questo senso ogni uomo o donna è libero di acquistare i diritti che noi diamo a tutti gratis. Tutti gli altri conducono una vita normale di civili ma senza il diritto di voto.
Per Heinlein il sistema funziona, e seppure è ovviamente più facile teorizzare che mettere in pratica, la profondità della sua idea la rende suscettibile di valutazioni importanti.
Personalmente le falle che ho trovato nel sistema sono: 1) non si parla di diritti civili quali di espressione, di pensiero, necessari anche nella democrazia "ristretta" del libro e anzi ancora più importanti in un universo fatto di grandi distanze e di manovre militari amplissime. 2) se i votanti sono solo militari vuol dire che essi vengono tutti da un addestramento in cui sarebbe assai facile indottrinarli politicamente rendendo di fatto il voto controllato dalle alte sfere militari, in sostanza una dittatura militare con parvenza di democrazia assai più pericolosa che una dittatura dichiarata. 3)riducendo a una sola categoria ildiritto di voto si rischia che si facciano gli interessi solo di quella particolare categoria.
Queste sono le falle macroscopiche che ho trovato io, quelle microscopiche sono visibili solo dopo l'applicazione del metodo.
Veniamo ora a un altro aspetto importante della società prospettata da Heinlein:il sistema penale. Esso è molto rigido e severo. La pena di morte è comminata non solo per i reati più gravi ma anche per violazioni quali per esempio la mancata assistenza (è ecquivalente al nostro "omissione di soccorso"? Mah.). Non vengono nominati nè reati di opinione ne polizie segrete e l'unica polizia speciale è quella militare che si occupa in modo più severo del normale dei reati commessi da personale delle forze armate.
Tra le pene inferiori sono comprese e anzi normalmente utilizzate le pene corporali, soprattutto le frustate volte sempre al dolore e non alla mutilazione. Questo è spiegato affermando che "il dolore è un meccanismo naturale che indica al nostro cervello quando l'integrità del corpo è a rischio" ponendo quindi in relazione il reato con l'imperativo di sopravvivenza alla base dell'etica scientifica. Anche nel sistema educativo si hanno punizioni corporali accettate e incoraggiate sia da parte dei genitori che da parte dei presidi delle scuole sotto forma di nerbate pubbliche.
Interessante anche il giudizio sprezzante sul "vecchio sistema" cioè il nostro definito idealistico e pseudoscientifico.

Per tornare al libro è scorrevole e ben scritto. Le sequenze di combattimento si fondono perfettamente con flashback e fasi discorsive. Se vi piace la fantascenza o i libri d'azione in generale ve lo consiglio senza remore.

Buona lettura!

June 22

nuova invenzione!

Ho ideato un qualcosa che rivoluzionerà il modo di intendere lo scherzo nel mondo.
Si tratta di un deodorante per auto in due strati.
Il primo strato è all' aroma di pino esattamente come gli arbre magique (infatti sarebbe fatto a somiglianza di un arbre magique).
Con l'azione del sole però in 2 giorni prenderebbe piede il secondo odore: di cacca.
Infatti il proprietario non capirebbe da che parte viene l'odore abituato all'odore di pino e si guarderebbe sotto le scarpe per vedere se ha calpestato un simpatico portafortuna e invece sarete voi a giocargli lo scherzone!
Si può fare basterebbe fare l'albero in 3 strati: il più interno alla cacca poi una pellicola che si degrada all'esposizione dei raggi ultravoletti e poi l'odore di pino.
L'azione del sole scioglierebbe la pellicola nel giro di 2 giorni creando in sostanza un timer.
Attendo fiducioso sviluppatori.
April 03

La società dei puffi

Dopo anni di studi scrupolosi e approfonditi, un gruppo di esperti ha finalmente sciolto qualche interrogativo sulla costituzione e sul funzionamento della misteriosa società puffa...

 

Generale

Come noto, la popolazione dei Puffi è composta da circa un centinaio di esemplari, ma per una qualche strana ragione questo numero tende ad aumentare in occasione del cambio di stagione televisiva. Sono una razza sedentaria, considerato che per una qualche misteriosa ragione continuano a vivere da secoli nel medesimo posto senza consumarne le risorse naturali (a rigor di logica la zona nel raggio di due o tre chilometri dal villaggio a quest'ora dovrebbe essere diventata desertica...).

 

Società e istruzione

Per motivi ancora ignoti, ogni puffo nasce con una specifica abilità che gli consente di trovare un posto all'interno della società e al contempo di non trovare nessuno che gli faccia concorrenza nell'intero arco della propria esistenza.

Oltre al lavoro, pare lo Stato fornisca anche il divertimento alla popolazione, che viene equamente distribuito. Qualche luminare fa notare che "tanto si divertono con poco...".

Il sistema scolastico, dopo alcune valutazioni approssimative, è così strutturato:
– il primo ciclo di studi che fornisce una cultura generale a tutti, e che si conclude con un esame a voto rigorosamente politico;
– successivamente il puffo si ritrova a scegliere tra circa un centinaio di indirizzi possibili; dal momento che ne sceglierà uno, è pienamente cosciente che si ritroverà con un solo professore che continuerà a istruirlo in un'aula il cui unico alunno è lui.

Di norma ogni puffo esce sempre con il massimo dei voti, anche perché, essendo privo di termine di paragone, deve per forza essere il migliore.

Il tipo di valori sociali insegnati dal sistema scolastico dei puffi è molto forte, altrimenti non si spiega come un ingegnere (Puffo Inventore) venga trattato alla stessa stregua di un bracciante (Puffo Forzuto), di un lavativo (Puffo Dormiglione) o addirittura di uno controproducente (Puffo Tontolone) senza che lui se ne lamenti. (L'opinione di Marx: "se avessi potuto sarei nato puffo".)

Dopo attente analisi si è convenuti alla deduzione che Puffetta la dà a tutti, sistematicamente, per imposizioni statale, al fine di sedare possibili colpi di Stato.

 

Genetica

Dopo i numerosi studi sulle caratteristiche dei puffi, si è potuto osservare che le sostanziali differenze tra un puffo e l'altro, se si esclude l'inclinazione all'attività che perpetuerà per il resto della propria esistenza, sono ridotte a zero, con l'unica eccezione della miopia di Quattrocchi (molto probabilmente è proprio questa deficienza che lo ha portato a essere particolarmente stronzo nei confronti di tutti gli altri puffi). Quello che molti studiosi non si spiegano è il fatto che Quattrocchi porti gli occhiali, e non è ancora chiaro dove abbiano acquisito le informazioni necessarie allo studio sulla miopia, considerato che è il primo caso verificatosi nella loro razza, se si esclude quello dovuto alla senilità di Nonno Puffo; resta da stabilire chi dei due fosse divenuto per primo miope (in ordine di apparizione, Quattrocchi).

Considerato che ogni singola inclinazione si manifesta sin dalla tenera età, si suppone vi sia una regolamentazione pre-natale del DNA del puffo. Questo ci fa supporre che il livello tecnologico dei puffi sia particolarmente avanzato, soprattutto se si considera che i puffi vengono rappresentati nell'era medioevale, avvalorando la teoria di Molder (che verrà esposta in un prossimo paragrafo).

Un altro particolare oggetto di studio è la vita media di un puffo: non essendo mai morto alcun puffo, non è possibile stabilire un età media.

Considerato che nessun puffo è mai morto, si deduce che:
– hanno un sistema immunitario mostruosamente efficace (dal momento che sono sempre vestiti uguali indipendentemente da temperatura e condizioni atmosferiche);
– hanno un culo schifoso nello schivare gli incidenti sul lavoro;
– non fanno uso di sostanze stupefacenti (anche se pare che ogni tanto una foglia di puff-bacche se la fumino, ma non fa testo, si sa che di marija non è mai morto nessuno...);
– Puffetta la dà proprio a tutti.

 

Alimentazione

I puffi sono il primo caso di essere vivente che abbisogni di un solo tipo di alimento: le puff-bacche. Qualsiasi organismo necessita di una grande varietà di vitamine, proteine, sali minerali, carboidrati, ecc.; evidentemente le puff-bacche incorporano una spaventosa varietà di elementi, ma questo sfortunatamente non ci è dato a sapere, essendo stato impossibile reperirne un campione.

 

Economia e politica

Come abbiamo accennato in precedenza, la società puffa è preimpostata affinché ogni puffo trovi il suo posto all'interno del ciclo produttivo. Ciò fa supporre che il tipo di economia adottata sia di tipo autarchico-socialista, cosa che possiamo riscontrare anche dal fatto che il cibo viene erogato dallo Stato (rappresentato in questo caso da Puffo Golosone) in ugual misura per tutti i puffi.

Il potere è integralmente accentrato nella figura del Grande Puffo, il quale pare rappresentare tutti i poteri legislativo, esecutivo e giudiziario.

Al di sotto di questa figura vi sono gli altri puffi tutti alla stessa stregua, esclusi i puffolini in quanto non ancora maggiorenni (a che età un puffo consegua la maggiore età purtroppo non ci è dato a sapere, essendo lo statuto dei puffi apparentemente orale).

In teoria la formazione culturale del Grande Puffo è di tipo staliniano, considerato anche il colore del cappello, che è rosso. Pare non esista una reale opposizione, a parte una fazione anarchica rappresentata da Puffo Selvaggio, il quale ha però preferito vivere lontano dallo stress di un regime assolutista rifugiandosi nella foresta. Nonostante non esista un'opposizione, sta di fatto che per una qualche strana ragione Quattrocchi fa da portaborse al Grande Puffo.

 

Abitudini sessuali

Questo è uno dei grandi misteri della razza presa in esame, in quanto sembra esistere un unico esemplare femminile in età fertile (Puffetta).

La stessa nascita di tale elemento deve essere dovuta a cause di natura artificiale, il che fa supporre che originariamente la razza fosse priva di donne.
Corollario di Vision: i puffi sono un razza superiore.
Corollario di Molder al corollario di Vision: i puffi sono una razza di origine aliena.

Nell'arco di una anno ci sono 365 giorni, e i puffi maschi in età fertile sono all'incirca un centinaio (non abbiamo dati certi riguardanti le potenzialità dei puffolini maschi). Il problema è quindi il seguente: esiste un periodo in cui le pulsazioni sessuali del puffo medio aumentano rispetto alla media (media che, da quello che si può vedere, potremmo supporre essere un valore attorno allo zero)? In linea teorica, nell'eventualità esistesse un periodo questo dovrebbe ricoprire un terzo dell'anno, per dar modo a tutti di poter sfogare le proprie esigenze sessuali. Il problema consiste nello stabilire i rispettivi turni, ma dato l'avanzato ordinamento della società è probabile che venga istituito un razionale sistema con bigliettini numerati come al supermercato. Un'altra ipotesi è che si svolgano delle competizioni stile circo romano, ma questo comporterebbe la morte di qualche elemento, cosa assolutamente inaccettabile per la mentalità puffa; per questo motivo gli studiosi hanno deciso di abbandonare questa teoria.

C'è anche la possibilità che molti puffi siano omosessuali; tale tesi è avvallata pienamente da qualche studioso, in quanto non si ha mai avuto modo di vedere come finisce il rituale della "danza dei cento puffi". Probabilmente non sarà mai possibile verificare tale teoria; ciò non toglie che io personalmente ce li vedo bene i puffi a fare il trenino.

Molto probabile che vi siano anche casi di zoofilia; quasi certamente il massimo esponente ne è Puffo Selvaggio, insieme a Puffo Contadino.

Altri casi documentati sono quelli di onanismo misto a feticismo di Puffo Vanitoso, trovato a masturbarsi di fronte allo specchio in varie occasioni.

L'unica inevitabile e logica conclusione è che Puffetta soddisfi tutti quanti.

leggi stupide

ARABIA SAUDITA

  • È illegale baciare uno straniero.
  • Le donne non possono avere la patente.
  • È considerata un offesa che una donna appaia in pubblico se non è accompagnata da un parente di sesso maschile o da una guardia del corpo
  • È illegale qualsiasi pratica religiosa al di fuori dell'Islam
  • I dottori non possono esaminare le donne, e le dottoresse non possono esaminare gli uomini

  • AUSTRALIA

  • Puoi far salire in macchina quante persone ti pare, e partire, purché almeno cinque di esse indossino la cintura di sicurezza.
  • I bambini non possono acquistare le sigarette, ma possono fumarle.
  • Victoria:
  • Solo gli elettricisti con la licenza possono cambiare una lampadina. La multa per chi non ha licenza è 10 sterline.
  • È illegale indossare degli short rosa la domenica dopo mezzogiorno.

  • CANADA

  • Alla radio, ogni cinque canzoni trasmesse, una deve essere stata composta da un cittadino nato in Canada.
  • Non è possibile pagare soltanto con penny qualcosa che costa più di cinquanta centesimi.
  • Alberta:
  • Se sei rilasciato dalla prigione, ti deve essere dato un fucile carico e un cavallo, in modo che tu possa cavalcare fuori della città.
  • Nuova Scozia:
  • Quando piove, non puoi inaffiare il giardino.
  • Ontario:
  • Il limite di velocità per le macchine è 80 km/h, ma le biciclette hanno il diritto di precedenza.
  • Etobicoke:
  • Non più di 3.5 pollici di acqua sono consentiti nelle tubature del bagno.
  • Gananoque:
  • Sei tenuto a spalare la neve della strada di fronte casa tua.
  • Kanata:
  • Il colore della casa deve essere intonato a quello del garage, e alcune combinazioni sono proibitie (ad esempio una porta rossa comporta una multa).
  • Oshawa:
  • È illegale arrampicarsi sugli alberi.
  • Ottawa:
  • È illegale mangiare il gelato di domenica sulla Bank Street.
  • Toronto:
  • Non si possono dipingere le scale perché se la vernice è fresca diventano scivolose.
  • Quebec:
  • La margarina deve avere un colore diverso da quello del burro.
  • Montréal:
  • L'Hotel Regina Elisabetta deve nutrire i tuoi cavalli con fieno in abbondanza se affitti una camera.
  • Non si può affiggere un annuncio "Saldi" sui veicoli in movimento.
  • Le macchine parcheggiate in luoghi pubblici non possono avere i finestrini aperti più dell'altezza media di una mano.
  • Non puoi fare un giuraramento in francese.
  • Non puoi sputare in pubblico.

  • CINA

  • Non puoi avere più di un figlio, atlrimenti devi pagare una multa.
  • Per andare all'Università devi essere intelligente.

  • DANIMARCA

  • Prima di avviare il motore della tua macchina, devi controllare le luci, le cinture di sicurezza e i freni. Devi anche guardarti intorno e assicurarti che non ci siano bambini nascosti sotto la macchina. Se tutto è ok, puoi partire, ma solo se c'è qualcuno che agita una bandiera per avvertire tutti i conducenti di carri trainati da equini che c'è un motoveicolo in avvicinamento.
  • Se un cavallo che stra trainando un carro si innervosisce alla vista della tua macchina, devi fermarti e lasciarlo passare. Se il cavallo resta nervoso e non c'è modo di ammansirlo, devi coprire la macchina con un telone per nasconderla alla sua vista.

  • FRANCIA

  • Tra le otto di mattina e le otto di sera, il 7O% della musica trasmessa dalla radio deve essere di compositori francesi.
  • È illegale baciarsi sui binari.
  • Antibes:
  • È illegale fotografare poliziotti o macchine della polizia, anche se compaiono solamente sullo sfondo.

  • INGHILTERRA

  • È proibito vendere ortaggi di domenica, con l'eccezione delle carote
  • Tutti i maschi inglesi oltre i 14 anni devono praticare almeno per due ore alla settimana il tiro con l'arco.
  • È illegale ubriacarsi in un pub.
  • È illegale per due uomini avere un rapporto omossessuale nella casa di una terza persona.
  • Non si possono far pendere i letti fuori delle finestre.
  • È illegale che una signora mangi cioccolata in pubblico.
  • I ragazzi sotto i dieci anni non possono guardare i manichini nudi.
  • È illegale lasciare i bagagli incustoditi.
  • Impossessarsi di un bagaglio incustodito è un atto di terrorismo.
  • Non puoi possedere nessun CD ROM di America On Line.
  • Chester:
  • Se incontri un gallese dopo mezzanotte entro le mura della città, è legale colpirlo con una freccia.
  • York:
  • Se incontri uno scozzese è legale colpirlo una freccia, tranne la domenica.
  • Londra:
  • Gli uomini liberi possono condurre con sé oche, e se vengono condannati a morte, hanno il diritto di essere impiccati con una corda di seta.

  • IRLANDA
  • Chiunque studia le scienze occulte o pretende di poter esercitare la stregonia, deve essere imprigionato per un anno.

  • ISRAELE

  • Per andare in bicicletta, ci vuole la patente.
  • È vietato allevare un maiale, neanche come animale domestico. Se lo fai, la punizione è: dovrai uccidere tu stesso il maiale.
  • Non puoi metterti le dita del naso di domenica (è considerato un "lavoro").
  • Sei hai trasmesso per più di cinque anni da una stazione radiofonica illegale, la stazione radiofonica viene legalizzata.
  • Tel-Aviv:
  • È vietato camminare fuori di casa senza calze.

  • ITALIA

  • È illegale praticare la professione di ciarlatano.

  • MESSICO

    Aguas calientes:
  • È proibita qualsiasi forma di nudo artistico.

  • OLANDA

  • La prostituzione è legale, ma le prostitute devono pagare le tasse.

  • SCOZIA

  • Non si può pescare di domenica.
  • È illegale essere ubriachi se si possiede un bue.
  • È legale calpestare la mano di qualcun altro.
  • Per certi crimini, sei presunto colpevole finché non viene dimostrata la tua innocenza.

  • SINGAPORE

  • Non puoi masticare un chewingum in metropolitana. Se lo fai sei punito con una multa, o con la galera, o con entrambe.
  • Gli omosessuali devono andare in esilio.
  • Il sesso orale è illegale a meno che non sia praticato come una forma anticoncenzionale.
  • La pornografia è illegale. Non puoi aggirarti nudo in casa tua: è considerato pornografia.
  • Dopo aver usato un bagno pubblico, devi usare lo sciaquone. La multa è di 200-1000 dollari di singapore.
  • Non ti è permesso attraversare la frontiera se porti con te delle sigarette.

  • SVIZZERA

  • Non puoi stendere i panni di domenica.
  • Non puoi lavare la macchina di domenica.
  • Non puoi potare l'erba del giardino con un macchina tranciatrice di domenica.
  • È illegale usare lo sciacquone dopo le dieci di sera se risiedi in un appartamento.
  • Sebbene sia illegale produrre, conservare, vendere e commerciare "absinth" (uno speciale tipo di alcool), è legale consumarlo
  • Se dimentichi le chiavi dentro la macchina, e la lasci aperta, sarai punito.

  • TAILANDIA

  • Se ti beccano sputare una gomma da masticare per strada, devi pagare 600 dollari, altrimenti vai in galera.
  • Non pui guidare la macchina se non indossi una maglietta.
  • Non puoi uscire di casa se non indossi le mutande.
  • April 02

    un po' di cazzate, aggiungetene pure

    1) Un puffo per diventare adulto ci mette 300 anni, il che è un bene perchè un puffo adulto è alto 16 metri e sputa fuoco.
    2) Recenti scoperte nel campo della riproduzione video ha permesso di eliminare un fastidioso difetto delle telecamere analogiche: pare infatti che fino a poco tempo fa, una distorsione sistematica nei teleobiettivi, rendesse impossibile filmare le mucche. Per ovviare a questo problema, si sono sempre usati cavalli al posto dei bovini ottenendo ottimi risultati. Al posto de cavalli, invece si continuano ad usare pacchetti di patatine PAI non essendo ancora risolto il problema relativo
    3) Ritrovato un esemplare di dodo vivente: vive in madagascar in una foresta di alberi della foppapedretti azzurri. Subito una cordata umanitaria ha deciso di adottarlo. L'animale risulta purtroppo un po' ritardato, gioca e scherza con le forbici dalla punta arrotondata da almeno 20 anni.
    4)Ultime rivelazioni sullo storico gruppo pop-gay dei Village People, pare infatti che sotto i costumi, essi non fossero altro che i teletubbies.
    5) Scandalo cattolico, arrestati tutti i cardinali del mondo per sevizie verso i bambini, li schiaffeggiavano dopo aver ricoperto le proprie mani di olio. Il Papa scoinvolto: "non lo sapevo."
    6) Incredibile! nuove prove inchiodano Raffaella Carrà per omicidio! La cantante cerca di giustificarsi: "non solo stata solo io a pugnalarlo, Giulio Cesare".
     
    March 30

    Non credo nella democrazia.

    Innanzitutto non liquidate questo post immediatamente, non fareste che darmi ragione.
     
    Spesso sentendo alcuni discorsi sulla politica mi girano le palle a trottola:
    come può, in nome del cielo, il mio amico xxxx votare per il partito L? Non sa quali sono le tesi di quel partito? La sua storia? Le sue battaglia fortunatamente perse?
    Addirittura, come può reputarsi a posto con la propria coscienza votandolo?
    Poi la rabbia va verso me stesso: non mi sono sempre dichiarato democratico? Allora non posso criticare le scelte politiche altrui, evidentemente ci hanno pensato bene.
     
    UN CAZZO!!!
     
    Democrazia è quando il popolo sceglie i propri rappresentanti.
    Ma nella parola "scelta" vi è implicito il concetto di "comprensione".
    In soldoni se il popolo non comprende, non può scegliere e quindi non si tratta di democrazia.
    Nonostante tutte le ore di televisione, i cartelloni, la radio ecc. oggi più che mai scegliere per chi votare è difficile, perchè comporta l'informarsi, possibilmente in modo autonomo.
    Per noi ragazzi è ancora più difficile, spesso votiamo semplicemente ciò che votano i nostri genitori senza mettere in discussione le loro ragioni.
    Ancora di più, spesso si vota per una questione di tornaconto personale, l'imprenditore voterà per chi promette la depenalizzazione del falso in bilancio, poco importa se poi la nazione barcollerà dopo la caduta di nuove "cirio" e nuove "parmalat", dovuti a buchi creati proprio da bilanci fraudolenti.
    A tutto questo si aggiunge la sfiducia generale verso la politica, riassunta nella frase "tanto sono tutti ladri".
     
    Tanto per cominciare alcuni sono più ladri di altri, a volte di molto.
    Poi bisognerebbe votare secondo coscienza e non secondo portafoglio, dato che il voto è l'unico modo di cambiare in meglio le cose (rivoluzione a parte).
    Dato che si vota secondo coscienza, non ci si può vergognare del proprio voto, così come non ci si può vergognare di avere aiutato una vecchietta ad attraversare la s trada.
    Se non ci si vuole informare perchè si è pigri o perchè non interessa meglio l'astensione. Nessuno di voi, infatti, firmerebbe un contratto con una persona solo perchè questa dice che è un buon contratto.
     
    Un'altra cosa che mi fa incazzare è il discorso comunisti-fascisti.
    Non so se ve ne siete accorti, ma siamo grandi abbastanza per superare questa divisione in rosso e nero falsa e semplicistica.
    Io sono forse comunista perchè uso parole come: popolo, pace, onestà, informazione, libertà ecc.?
    O siete forse voi che avete scordato che questa roba dovrebbe essere la BASE di uno stato occidentale nel 2008!
     
    Io voto Italia dei Valori (che è il partito meno comunista della sinistra).
    E subito: "Ma il vostro leader sbaglia le coniugazioni, e si è comprato la laurea, ecc. ecc."
    Al di la del fatto che Antonio di Pietro è stato uno dei magistrati più importanti della storia contemporanea italiana (già a capo del pool manipulite, che ha portato alla caduta della "prima repubblica"), sono il primo a dire che non sa parlare.
    Ma infatti io non lo voglio presidente del consiglio (ve lo immaginate?), voglio però che i pregiudicati non possano essere eletti in parlamento e voglio una legge sul conflitto di interessi, perchè trovo sbagliato che chi ha interessi economici rilevanti crei leggi per proprio tornaconto personale che magari (come è successo) siano anche dannose per il resto della nazione. Vi sembrano concetti comunisti?
     
    Ultimo ma non meno importante, alcuni di voi pensano che io non creda nella democrazia perchè molto probabilmente verranno eletti quelli di centro-destra.
    Io non ho mai detto che è sbagliato votare a destra (anche se ne sono sicuro). Io ho detto che è sbagliato votare senza informarsi.
    Se tutti votassero con la piena consapevolezza di chi e cosa votano, sono convinto che l'italia sarebbe un posto assai migliore.
    Ma ora guardatevi attorno, se non voi, quanti dei vostri amici e conoscenti potete dire che votino con consapevolezza?
    March 20

    Sogni Grandiosi

    Indovinate un po' che ora è???
    Non importa quando state leggendo questo messaggio tanto è sempre l'ORA DEL CONTEST(tm) !!!!
    Grande concorso! Ricchi premi!
    Chiunque passi di qua deve immaginare qualcosa di grandioso ma fondamentalmente fattibile!
    I sogni devono essere grandiosi ma rispondere alla domanda "come?". Per esempio: "eliminare la fame dal mondo" non va bene perchè non dice come. Mentre " eliminare la fame dal mondo dando da mangiare ai bambini poveri i bambini ricchi" va bene.
    Non devono essere per forza benefici, quindi va bene anche "fondare una società di assassini che uccidano tutti quelli che non rimandano le mie catene di s.Antonio".
    Chiunque non si attenga alle istruzioni dimostrerà a se' stesso di essere un triste omino grigio senza fantasia.
     
    OK, come di consueto, comincio io.
     
    Fondare un campus universitario scientifico di qualità mondiale.
    Il mio campus si chiamerà "ManKind" e per accedervi sarà necessario superare un test d'ingresso difficilissimo.
    Dopo il test i corsi e il materiale sarà fondamentalmente gratuito.
    Pagherà tutte le ingenti spese solo chi venisse espulso e chi dopo il corso di studio non lavorasse per il secondo stadio del progetto ManKind.
     
    Il secondo stadio del progetto ManKind sarà un vasto sistema di centri di ricerca in tutte le scienze che verrà finanziato dai brevetti scoperti in loco e da donazioni.
    Unico scopo del progetto ManKind è infatti il progresso del genere umano utilizzando cervelli provenienti da tutto il mondo senza le barriere monetarie che ci fanno sprecare tutti i possibili geni delle zone disagiate del pianeta.
    Fina dal primo stadio infatti talent scout sparsi per il mondo recluteranno tutte le persone promettenti.
    A dire il vero ci sarebbe anche un terzo stadio del progetto ManKind ma è addirittura troppo ambizioso persino per questa sede
    March 12

    Quando mio padre non c'era (racconto 1)

     

    Giunsi al bar a sera inoltrata.

    Un vecchio sedeva nella veranda illuminata da lampadine appese al soffitto.

    Davanti a lui, un tavolino basso e sbilenco sosteneva una scacchiera con una partita già iniziata.

    I pezzi, disposti senza alcuna geometria apparente, catturavano i suo occhi socchiusi sotto la tesa della paglietta ma, dal suo respiro lento e leggermente rauco, pareva che dormisse.

    Arrancai verso la porta del locale trascinando il mio borsone logoro sul pavimento di legno, mentre la camicia di lino appiccicosa mi aderiva alla schiena come carta bagnata.

    Sotto il panama, il sudore formava gocce che scivolavano fino alle sopracciglia e rotolavano su di esse fino a cadere sulle guance.

    Mi avvicinai quindi alla porta del locale, quando un sospiro rauco mi fermò: era il vecchio che aveva alzato il mento e mi guardava fisso con gli occhi che ora si rivelarono di un blu profondo.

    -Carlo! Era ora che arrivassi!-

    -Mi dispiace signore - risposi innervosito - deve avermi confuso con qualcun altro.-

    Il vecchio sorrise stringendo le labbra esangui e mostrando sei denti.

    -Carlo! Carlo Ruben! Non sei forse tu?-

    Strabuzzai gli occhi, mentre sentii lontano da me il tonfo del borsone sulle assi di legno del pavimento.

     

    Un mese prima mio padre, il conte Emanule Cordera di Tomagallos, moriva nel suo grande letto di mogano dove erano spirati prima di lui, mio nonno Gregorio Cordera di Tomagallos, il mio bisnonno Leopoldo Cordera di Tomagallos e, infine, la mia ava Ramona Cortez.

    In circa 150 anni il letto non era cambiato quasi per niente, lo stesso invece non si poteva dire della dimora dei conti Tomagallos, passata dal palazzo nobiliare in centro, all’appartamento di periferia dei giorni nostri.

    Mio padre aveva dissipato tutto della nobiltà ereditata, dal patrimonio all’onore riservato da sempre al nostro cognome, costringendo mia madre e me ad abitare in un bilocale con cucina abitabile.

    Egli, così poco portato alla parsimonia e alla sobrietà era invece un maestro nelle Grandi Assenze: il mio diploma, la mia laurea, avrà in tutto azzeccato sì e no 3 compleanni in tutta la mia vita, per il resto era sempre in viaggio, chissà dove, chissà perché.

    E’ sempre stato un mistero dove andasse, almeno per me dato che mia madre, così presa dall’adorazione per il nobile marito, pareva non essersi mai accorta di niente.

    Ma io, il conte Luis Cordera di Tomagallos, genealogicamente destinato a ben altro che al misero studio d’architettura dove ero riuscito a farmi assumere come aiuto, bramavo sapere dove mio padre fuggisse dai suoi doveri di marito e di padre se non altro per mettere un punto finale alla fedina che avevo mentalmente compilato.

    Una fedina lunga e fitta, scritta con la bile che condannava mio padre senza possibilità d’appello.

    Così si può immaginare il mio stupore quando all’apertura del testamento, come unico legato ricevetti una scatola di scarpe con dentro alcune lettere indirizzate al signor Carlo Ruben presso uno sperduto paesino dell’America Latina.

     

    Mi ripresi dallo smarrimento e mi avvicinai al vecchio sdentato senza che esso mutasse di una virgola il suo sorriso.

    -Io sono il conte Luis Cordera di Tomagallos- dissi con voce stentorea, come avevo imparato a presentarmi provando e riprovando davanti allo specchio.

    -Un conte!- Fece intimorito il vecchio, abbassando lo sguardo –non ne avevo mai visto uno da vicino, ma mio padre mi disse che una volta questa terra era dominata da un conte che morì fucilato durante la rivoluzione.

    Preso in contropiede, feci finta di non aver sentito e mi sedetti davanti al vecchio.

    -Mi ha chiamato Carlo Ruben, ebbene io sto cercando un uomo con questo nome, forse lei lo conosce?

    -Ma certo che lo conosco! Sarà un anno che lo aspetto ogni sera a questo tavolo per finire questa partita di scacchi e, lasciatelo dire signor conte, ti somiglia in un modo impressionante, anche se lui non poteva certo contare su così nobili origini.

    Il vecchio, come accorgendosene solo in quel momento, si tolse con un movimento rapido il cappello come si conveniva davanti a un nobile.

    Compiaciuto che quel villico avesse finalmente preso coscienza del suo posto nella piramide sociale, continuai con il mio interrogatorio.

    -Ma almeno ha idea di dove si possa trovare il signor Ruben?-

    -Dovrebbe essere alla villa rosa, sopra la collina, è lì che mi ha detto di alloggiare.

     

    Dormii in una stanza dai muri di legno ammuffito, sita sopra il bar, e la mattina, umida e appiccicosa come la sera, inorridii scorgendo due enormi scarafaggi rincorrersi vicino ai miei sandali.

    Scesi, mi lavai in un grosso lavabo di ceramica sul retro, mi infilai dei vestiti puliti e, finalmente, dopo quattro giorni di interminabile viaggio, mi sentii pienamente padrone della situazione.

    Purtroppo quella rassicurante sensazione svanì poco dopo, quando il barista, un indio unto e tarchiato, mi spiegò in un dialetto incomprensibile e aiutandosi con i gesti, che sì, una corriera passava davanti al bar ma che per andare alla villa rosa avrei dovuto in ogni caso percorrere almeno un chilometro a piedi su una stradina in salita e, per giunta, sterrata.

    Ma, oramai ero finalmente prossimo a restituire le lettere al signor Ruben e, soprattutto, a chiedergli di mio padre. Nonostante odiassi anche solo l’idea di camminare nel fango, non potevo certo fermarmi davanti a questa seccatura.

    Sceso dal vecchio e scassato trabiccolo, che i locali si ostinavano a chiamare corriera, e con ancora nelle narici il forte odore di becchime che emanava la vecchia seduta vicino a me, cominciai ad inerpicarmi per la stradina costeggiata da oleandri.

     

    Mi ricordo in particolare un episodio su mio padre, come se fosse scritto in rosso sulla già accennata fedina: era uno di quei rarissimi periodi in cui il signor conte si degnava di vivere qualche mese con noi. Avevo 13 anni ed essendo stato promosso alla seconda media con ottimi voti, mi vantavo del meraviglioso regalo che io, il figlio del conte di Tomagallos avrei ricevuto in premio. Avevo adocchiato un enorme modello di macchina rossa con i sedili di pelle vera che ben avrebbe rappresentato il lignaggio del proprietario e già la descrivevo con dovizia di particolari ai miei invidiosi compagni.

    La chiesi a mio padre, mentre questo leggeva un quotidiano stravaccato sul letto in cui anni dopo sarebbe morto.

    Lui ebbe il coraggio di rispondermi senza nemmeno alzare gli occhi dal giornale che quel modello era troppo costoso!

    Lui che, da solo, aveva dilapidato il patrimonio di un intero casato!

    Lui che partiva continuamente per lunghissimi e costosi viaggi all’estero!

    Lui aveva l’ardire di venirmi a dire che il giusto compenso che avevo chiesto, era eccessivo!

    Non dissi niente. Con i pugni stretti dalle nocche sbiancate e con la mascella serrata uscii dalla camera da letto.

    Nei giorni successivi i compagni mi chiesero di poter vedere il modellino che tanto avevo sbandierato ed io, cedendo dopo mille insistenze, mostrai sul palmo della mano il regalo ricevuto da mio padre.

    Ricordo che arrossii violentemente, mentre venivo sbeffeggiato per quella ridicola riproduzione di un maggiolino che a malapena copriva la mia mano di tredicenne.

    Una voce, una risata stridula e cattiva e presto vengo marchiato dall’infamante epiteto: “conte Maggiolino”.

     

    Quando arrivai in cima alla collina, rimasi piacevolmente sorpreso dalla costruzione che vi si ergeva sopra.

    Più che di casa si poteva parlare di un complesso di tre costruzioni dall’intonaco rosato che abbracciavano un patio in terra battuta.

    Dall’edificio centrale arrivava un forte profumo di pane, portato fino a me dalle note distorte di una vecchia canzone di Julio Iglesias.

    Mi incamminai attraverso il patio verso la porta aperta dell’edificio centrale quando, uno stuolo di ragazzini spuntati dal nulla mi circondò strepitando e spaventandomi.

    -Senior! Senior! Ha caramelle senior?

    La torma di nani cenciosi mi si stringeva attorno facendomi inciampare e senza darmi la possibilità di avanzare di un passo, quando una voce di donna, melodiosa e materna, spunto dall’ombra:

    -Fate i bravi bambini! Accompagnate da me il nostro ospite!

    Il più grande dei ragazzini (avrà avuto sì e no dodici anni) mi afferrò per mano e mi accompagnò verso la voce, mentre uno stuolo di marmocchi  ci seguivano come un corteo nuziale.

    Entrai nella penombra di una cucina, mentre l’odore di pane appena sfornato mi invadeva prepotente le cavità nasali e, assieme ad altri mille odori mangerecci, scendeva rapidamente fino allo stomaco, provocandomi una dolorosa contrazione.

    Un’anziana signora olivastra con una lunga coda i capelli grigi mi accolse con un sorriso.

    Indossava un vestito scuro e arioso, coperto da un grembiule da cucina immacolato. La figura apparentemente esile era eretta e sicura in mezzo ai vapori e ai pentoloni borbottanti che davano al luogo l’aspetto dell’antro di una strega. In un angolo, un grammofono gracchiava “por el amor de una mujer”.

    Con voce soave, mi indicò la folla di ragazzini:

    -Se vuole stare tranquillo almeno un po’, senior, le conviene regalare a quei bambini qualche caramella…-

    Seccato rovistai nella tasca dei pantaloni e ne tirai fuori un pacchetto tutto schiacciato, comprato all’aeroporto di Madrid poco prima di imbarcarmi, e lo lanciai al mio accompagnatore.

    Il ragazzo lo prese al volo e ne estrasse deluso solo due gomme da masticare.

    Sogghignai tra me e me.

    Solennemente, senza un fiato da parte degli altri, diede le gomme ai due bambini più piccoli e gracili del gruppo che mi guardarono riconoscenti e se ne andarono insieme agli altri lasciandomi imbarazzato.

    -Deve scusarli senior- continuava la vecchia, - non riceviamo frequentemente visite e i bambini amano vedere gli stranieri con i propri occhi, per fantasticare su come sia il mondo lontano da qui. Ma venga, sediamoci sotto il porticato sul retro, affinché mi possiate esporre il motivo della visita.

    La seguii e ci accomodammo su delle sedie di vimini, sotto un fresco porticato circondato da cespugli di rose canine. La vecchia mi pose davanti un po’ di quel pane appena sfornato che fino a quel momento avevo solo immaginato dovesse esserci.

    Ma qui, fuori dalla semioscurità dell’interno, la vecchia avvicinò improvvisamente il suo volto al mio, tanto che avvertii il suo odore di lavanda, in mezzo a quello predominante del pane, poi sbarrò gli occhi, urlò –Madre de Diòs!- e si abbandonò sulla sedia dietro di lei.

     

    Un giorno, mio padre, in partenza come sempre, mi chiese un favore.

    -Luis- mi disse, -devi prenderti cura di questo vaso di rose come se fossero tue.

    Lo guardai ostile, perché mai avrei dovuto prendermi cura di un vaso di rose, sull’unico balconcino della nostra casa, per giunta sito accanto al secchio puzzolente della spazzatura?

    Lui come leggendomi nel pensiero disse:

    -Il fiore è un essere nobile, perché seppur nato nella terra si eleva al di sopra delle proprie radici e sublima la grezza terra in bellezza e poesia.-

    “Cazzate! E poi, che ne sai tu di nobiltà?”Questo, pensai!

    Ciononostante nei giorni seguenti me ne presi cura, se non altro per guadagnarmi un po’ di quella stima che mio padre mi aveva sempre negato.

    Ma nonostante le buone intenzioni, dopo un mese, il piccolo roseto era perito afflosciandosi e marcendo inesorabilmente.

    Quando mio padre era tornato ed aveva visto il vaso vuoto e sterile non aveva detto niente, ma mi aveva guardato per pochi, lunghi istanti, tristemente, e non aveva più affrontato l’argomento.

    Qualsiasi cosa avessi sperato di conquistare con quel mio gesto, non l’avrei ottenuta.

     

    La vecchia mi guardava ancora stupita senza articolare parola e io mi stavo innervosendo terribilmente.

    Da un angolo spuntò un uomo di circa la mia età:

    -Mamà cosa è successo?- ma si bloccò scorgendo me.

    Mi soffermai ad osservare il nuovo arrivato: era sporco di terra dalle scarpe fino al petto ed aveva le mani grandi e forti da contadino. Anche lui mi osservava con stupore.

    Mi spazientii:

    -Allora! Si può sapere cosa avete tutti? Parlate, svelti!

    La vecchia fu la prima a scuotersi:

    -Ci deve scusare senior, lei assomiglia in modo impressionante ad un nostro carissimo amico.

    Un sospetto mi colse, mi sfilai il portafoglio dalla tasca e, mentre rovistavo al suo interno, chiesi:

    -Si tratta forse di un certo Carlo Ruben?

    Questa volta fu il ragazzone a rispondere:

    -Si Si! Allora lo conosci!-

    Finalmente trovai ciò che cercavo e misi sotto il naso della vecchia una foto abbastanza recente di mio padre.

    -E’ lui?

    -Proprio lui senior! Carlo Ruben, il nostro amato Carlito!

     

    Mio padre non aveva mai dato l’impressione di essere orgoglioso del proprio lignaggio, anzi!

    Mio nonno, uomo autorevole e autoritario come mio padre non fu mai, lo aveva spinto verso la facoltà di giurisprudenza della più prestigiosa università dei dintorni e lui docile come un bovino aveva seguito le istruzioni paterne ottenendo solo scarsi risultati.

    Era riuscito in ogni modo a laurearsi, grazie alle cospicue donazioni del conte suo padre.

    Subito dopo la laurea mise i libri di legge in uno scatolone e fece l’unica cosa effettivamente consona alla nobile stirpe da cui discendeva: non lavorò. Passò da una festa all’altra per anni, finché non divenne famoso nei salotti mondani e non fu protagonista di qualcuno dei piccoli scandali di quei tempi.

    Finché, forse ormai sazio delle emozioni che poteva rubare alla sola Spagna, o forse insofferente alle continue suppliche di mio nonno di mettere la testa a partito, decise di partire per un breve viaggio intorno al mondo.

    Tornò dopo 3 anni.

    Trovò una ragazza, la sposò e cominciò con i suoi misteriosi viaggi all’estero: tornava, stava uno, due mesi e ripartiva, ogni volta portandosi una fetta del patrimonio, nel frattempo ereditato.

    Io fui concepito durante una di queste brevi soste e, a differenza di mio padre, feci il possibile per farmi carico dell’orgoglio che il sangue mi imponeva.

     

     

    Una lunga tavola era stata imbandita, probabilmente in mio onore, ed io sedevo a capotavola.

    La banda di straccioni che si era raccolta nel frattempo dai campi adiacenti alla casa, si affollava lungo di essa, passandosi le cibarie e schiamazzando come al mercato.

    Uomini e donne di tutte le età mangiavano ridendo e scherzando, tutti ugualmente abbrutiti dalla vita tra la polvere ed i campi.

    Alla mia destra sedeva il ragazzo che aveva riconosciuto mio padre e alla mia sinistra la vecchia mezza cieca.

    -E così tu sei suo figlio!- diceva la matrona, -mi pare impossibile, Carlito non ce ne ha mai parlato!-

    -Mi ha insegnato tutto quello che so- continuava il ragazzo –a leggere, a scrivere, a crescere le rose e il grano, tutto!

    -Che uomo straordinario!- declamava la vecchia, mentre stritolavo tra i denti un acino d’uva.

    –Pensa che quando arrivò qua, tanti anni fa abitavo in una capanna proprio dove adesso cresce quel melo, vedi? Pioveva, lo ricordo bene, egli si presentò sulla porta fradicio e tremante. Lo ospitai la notte nel mio pagliericcio e la mattina, quando si svegliò, mi aiutò a riparare i danni che le intemperie avevano inflitto capanna. Da allora e per gli anni che seguirono, radunò tutti i senza tetto della zona e insieme costruimmo questa casa. Comprò il bestiame e seminò i campi. Pensa, abbiamo persino una scuola dove, istruire i nostri e gli orfanelli che arrivano dal circondario, salvandoli dalla miseria più nera.

    A volte quando i soldi sembravano esauriti, lui partiva per tornare qualche mese più tardi con del nuovo denaro.-

    Il ragazzo seguiva tutto con un espressione di bovina beatitudine. –Certo, diceva, facciamo una vita semplice, ma tutti qui possono trovare un pasto caldo, e aiuto e lavoro per ricominciare! E dobbiamo tutto questo a tuo padre, che Dio lo benedica!-

    A quelle parole, tutta la tavolata si unì in un brindisi spontaneo per l’adorato patriarca:

    tutta la tavolata, eccetto me che guardavo quella massa di bifolchi con sdegno

    Mi alzai senza proferir verbo e feci per andarmene:

    -Aspetta!- mi richiamò la vecchia, -rimani con noi questa notte.

    -Io, rimanere con voi?- gonfiai il petto e feci sprezzante: -Io sono il conte Luis Cordera di Tomagallos! Non posso dormire su una poco igienica branda come voialtri!

    La vecchia abbassò lo sguardo mentre, trionfale, riprendevo la mia marcia verso l’uscita.

    -Almeno dicci quando tornerà Carlito! Devo mostrargli i progressi che abbiamo fatto con  la canna da zucchero!-

    Un pensiero divertente mi attraversò la mente:

    -Presto- sorrisi, -Verrà presto, il tempo di sbrigare alcune faccende a casa e poi sarà da voi. Aspettatelo! Mi ha detto che porterà dei bellissimi regali ai bambini!

    Me ne andai, mentre sentivo i gridolini di giubilo dei bambini alle mie spalle.

     

    La discesa e il viaggio in corriera fu quasi impercettibile, immerso come ero in amari pensieri.

    Era dunque così! Mio padre aveva rinunciato a tutto, aveva relegato me, suo figlio e legittimo erede a ruolo di comparsa, mentre lui si costruiva a misura delle sue chimere, l’immagine di contadinotto nell’altra parte del mondo! Che oltraggio! Che rabbia! Se avessi avuto una pistola in tasca un’ora prima, avrei volentieri sparato in mezzo alle folte sopracciglia di quell’ottuso villico, mentre ancora si beava della luce del suo amato benefattore!

    Arrivai al bar in un baleno (così almeno mi parve), ma intanto si era fatto buio.

    Notai immediatamente il vecchio nello stesso angolo della sera prima.

    Lui mi guardò con la stessa espressione di vacua stupidità che pareva contraddistinguere gli abitanti di quella regione. Tirò su gli angoli della bocca in una orribile imitazione di sorriso e disse:

    -Carlito! Finalmente sei tornato! Vieni dal tuo amico Raùl, siediti affinché possiamo finire la partita iniziata tanti anni fa!

    “Vecchio rincoglionito” pensai, “ti sei già scordato che non sono mio padre?”

    Decisi lo stesso di sedermi e batterlo, per umiliare lui e tutto quel mondo di idioti in trepidante attesa di un fallito.

    La partita, sebbene a buon punto, era in una situazione di parità

    Mossi la torre puntando a una presa facile, ma il vecchio più per caso che per volontà attuò una contromossa che rese il mio attacco una apertura azzardata.

    Risposi allora con una rapida avanzata del pedone di destra a copertura della torre, ma lui sfruttò il buco nella mia difesa per intrufolarsi oltre la mia prima linea e darmi scacco.

    -Ah Carlito- ridacchiava il maledetto, - sei invecchiato forse? Una volta non avresti fatto questi errori!

    -Certo! Carlito è invecchiato!- urlai, -Ed è anche morto, se è per questo,  un mese fa!

    -Ma che dici Carlito!- balbettò il vecchio sfoderando un’espressione, se possibile, ancora più idiota del solito, - Come puoi essere morto ed essere qui?

    -Io non sono il tuo maledetto Carlito! Sono suo figlio! Mio padre è morto!

    -Ahi, ahi,- singhiozzò il vecchio finalmente con un’espressione lucida, –ora capisco la sua lunga assenza. Ahi, ahi, povero vecchio amico mio!-

    Il vecchio era sconvolto ma lo obbligai a giocare lo stesso.

    Le partite vanno finite!

    Cominciò a fare mosse avventate e ne ebbi facilmente ragione, d'altronde con la mia cultura e la mia intelligenza, era solo una questione di tempo prima che prevalessi.

    Lo lasciai nel suo angolo umidiccio e, vittorioso, andai a riposare: l’indomani avrei lasciato quelle lande insane alla volta della civiltà.

    La mattina dopo saldai il conto (dovevo pure pagare per quel buco puzzolente?!) e mi avviai verso la piazza del paese dove avrei preso il pullman che mi avrebbe condotto alla città con il suo aeroporto.

    Ma mentre aspettavo l’autobus, nella piazza deserta per la calura, notai la piastra che denominava il luogo.

    Era una semplice lapide in pietra, affissa all’angolo di un edificio dall’intonaco cadente, ma il suo contenuto mi fece montare su tutte le furie.

    Raccolsi un sasso, con tutta la forza di cui ero capace, lo scagliai contro l’iscrizione scheggiando la pietra, mentre mi abbandonavo ad un urlo feroce e soddisfatto.

    In quel momento arrivò l’autobus e io vi saltai sopra mentre l’autista mi guardava di sottecchi, intimorito, probabilmente, dal mio portamento eretto e compunto.

    Mi sedetti in fondo ma i miei pensieri, mentre l’autobus ripartiva gracchiando, non potevano che tornare alla iscrizione maledetta:

     

    “Plaza Carlito Ruben

    Padre amato e benefattore.”

    March 03

    Conoscere se stessi – l’importanza dell’auto-esplorazione nasale

    Inizio questo testo con un urlo liberatorio.

    Sono stanco di sentire in giro che scaccolarsi è sconcio, quando si tratta di un atto di pulizia davvero encomiabile.

    Sono stanco di non poter camminare felicemente per strada con entrambi i miei indici in una narice (possibilmente la stessa).

    Noi pionieri dei tunnel nasali crediamo sia giunto il momento di riprenderci il diritto di far mostra della nostra scienza alla luce del sole, pacatamente, serenamente.

    Dato che sono un accanito sostenitore della teoria secondo cui l’incomprensione sia figlia dell’ignoranza, con questo mio scritto voglio farvi scoprire un mondo nuovo.

    Un mondo composto da oscurità, sostanze viscose, grandi asteroidi e peli.

    In seguito a una brutta caduta da piccolo ebbi il setto nasale deviato, il che per me comportava un handicap: ogni piccola produzione del mio naso era in grado di ostruire completamente il condotto di una narice rendendomi difficoltosa la respirazione e anche la percezione degli odori.

    Ma così come molti geni sono formati dalle difficoltà, anche io usai il mio svantaggio per sviluppare particolari e innovative tecniche nella pulizia rino-digitale, come la manovra Tuzzo-Spiegelmann (sviluppata in collaborazione con un illustre professor Helmut Von Spiegelmann, detentore della cattedra di fisica della pnetrazione nasale dell’università di Dusseldorf).

    Già in tenera età mi distinsi in molti sport connessi a questa attività ovviamente nella categoria “mocciosi” riserva ai più giovani.

    Ancora oggi partecipo con discreto successo alle “mucolimpiadi” che nell’ultima edizione di Stoccarda mi ha visto tra i finalisti nelle specialità di lancio del peso categoria “appallottolato” con ben 112 grammi.

    Intendo però ritirarmi dall’attività agonistica perché sono stato colpito dalla cosiddetta sindrome da “gatta pelosa” che consiste in pratica indolori acuti durante l’estrazione dovuto all’estirpazione dei peli rimasti inglobati nel prodotto.

    Se pensate di avere a che fare con un pazzo isolato, ricredetevi perché diverse organizzazioni stanno aumentando i propri sforzi nella ricerca e nello sviluppo di tecnologie all’avanguardia (anche se personalmente preferisco il vecchio sistema).

    Per dimostrarvi che all’estero l’attenzione a questo poco esplorato universo sia in crescita credo basti citare l’impegno che in questo campo ha profuso e continua a mostrare un’un’agenzia come la N.A.S.A. con il suo programma Nasa’s Nose (letteralmente il naso della nasa) con il lancio di ben 8 capsule, la serie Cap-X, fino allo sfortunato Cap-X8, finito fuori controllo e mai più ritrovato.

    In definitiva come al solito l’Italia fa da fanalino di coda.

    Per finire voglio invitare tutti voi ad approfondire la conoscenza di voi stessi attraverso una mappatura approfondita delle vostre narici che avrà perlomeno alcuni effetti positivi immediati:

    Minori incidenti ai semafori (sarete troppo presi a scaccolarvi per fare i pirla con l’acceleratore).

    Non sarete mai a corto di argomenti in una conversazione.

    Sarete sempre scambiati per profondi pensatori.

    Arriverete a percepire odori sconosciuti a centinaia di metri di distanza.

     

    Saluti dall’artista della caccola.

    February 03

    Avvertimento!

    Finalmente tutto mi è chiaro!
    Erano anni che il proliferare selvaggio di rotonde in tutta Italia mi aveva messo sull'avviso!
    Vedevo rotonde riprodursi asessuatamente e senza alcun ordine come gigantesche amebe!
    Stasera finalmento tutto mi è chiaro!
    Sono gli alieni!!!
    Malefici parcheggiano i loro dischi volanti semiinterrandoli in vista dell'attacco finale!
    Mentre noi come imbecilli semplicemente ci giriamo attorno...
    Tremate umanuncoli, un giorno il cielo sarà oscurato da rotatorie traboccanti fiori e cannoni laser!
    Io vi ho avvertito! La Minaccia Verde incombe!
     
    P.S. OMMIODDIO!!! io scherzavo ma ora ci credo davvero: hotrovato la nave madre!!!
     
    NON CI POSSO CREDERE!!!
     
    February 02

    Pecore o Acquile

    Esiste un sistema.
    Il sistema è sbagliato perchè crea anche delle cose sbagliate.
    Forse è congenito nel sistema dover produrre cose sbagliate.
    Forse non esiste un sistema giusto per tutti.
    Ma quando la nostra macchina inquina troppo cerchiamo di applicarvi filtri più efficienti.
    Il sistema può essere migliorato.
    Il sistema può essere cambiato.
    Ma da chi?
    Da chi prende le decisioni.
    Che non siamo noi.
    Un giorno però saremo noi, come ci comporteremo allora?
    Saremo dei corrotti?
    E poi, siamo sicuri che, almeno in parte non siamo noi?
    E' il sistema stesso che ci toglie la possibilità di cambiare le cose già adesso, quel sistema che va cambiato.
    In definitiva il mondo si divide in pecore e aquile.
    Essere pecore non vuol dire guadagnare meno di un altro o non avere una posizione di comando.
    Essere pecore vuol dire accettare il sistema senza metterlo in discussione perchè il sistema è di pietra.
    Essere Acquile vuol dire volare sopra il sistema e vederne le pecche perchè il sistema è una cratura dell'uomo sfuggita al suo controllo e che non poggia su niente, come un castello di carte che sta in piedi perchè ogni pecora si appoggia all'altra.
    Cosa vogliamo essere da grandi?
    Aquile o pecore?
    Attivi o Passivi?
     
    Segue nei prossimi interventi.
    December 03

    pensiero della mattinata

    Quante cose facciamo semplicemente perchè il tempo per decidere è scaduto e non abbiamo fatto una scelta ragionata?
     
    Risposta:
     
    Chi se ne frega.
     
    Ma questa risposta nella categoria di sopra, infatti potrebbe essere invece importante ragionare la risposta ma non lo sapremo mai:
     
    1 perchè ci secca pensare (ma potrebbe essere il segreto del cosmo).
    2 perchè dovremmo mettere in discussione tutte le scelte fatte fino ad ora e  questo fa paura, perchè ad alcune di esse non c'è rimedio.
    September 01

    E rieccomi

     Allora,
     eccomi tornato nelle lande lombarde.
    Cosa dire del lungo periodo trascorso dall'ultimo mio intervento?
    Certemente sono cambiate cose e me ne sono successe altre, ma nessuna che possa interessare un estraneo.
    A parte forse quella volta in cui ho salvato Harry Potter da una figuraccia aiutandolo ad aprire senza bacchetta un barattolo di sott'aceti.
    Ma questa storia ve la racconterò un altra volta e passerò quindi alla parte dei buoni propositi per l'anno nuovo.
    Certo, andrebbe fatta a dicembre ma mi pare una cazzata dato che il mio anno inizia a settembre e finisce a luglio.
     
    1. dare ben 8-9 esami
    2. cercare di essere una bravo ragazzo
    3. ridurre le parolacce inutili che dico ogni giorno
    4. imparare una nuova lingua straparlata nel mondo (kessò, il mandarino cinese, o l'arancia tibetana, o magari il limone siberiano, o il klingon)
     
    Ovviamente la paura principale rimane quella di sempre, l'incertezza dell'avvenire (laurea, lavoro, vita futura ecc.)
    Inoltre suppongo di non essere l'unico a svegliarsi delle mattine convinto che ci sia qualcosa di sbagliato in quel che ci circonda.
     
    Ciemmecù (o, in inglese, siemchiù) ho dei problemi che potrei aggiungere senza remore in fondo a uno qualsiasi dei test d'ingresso che qualcuno di voi sicuramente farà a breve.
     
    prob number one:
     
    ipotesi:
    a=1
    b=1
    quindi:
    a=b
    moltiplico i termini per a
    a^2=ab
    sottraggo ai termini b^2
    a^2-b^2=ab-b^2
    nel primo termine svolgo il prodotto notevole e nel secondo raccolgo la b
    (a-b)(a+b)=b(a-b)
    divido entrambi i termini per (a-b)
    a+b=b
    quindi:
    2=1
    ergo:
    Dio non esiste
     
    ovviamente c'è l'inghippo (un suggerimento: la capitale di Malta è La Valletta)
     
    prob n° ciù
     
    questo è rivolto a quelli di architettura:
     
    è più felice uno che sta 3 metri sopra il cielo o uno che è al settimo cielo?
    a mio avviso, dato che la differenza tra un piano e l'altro è circa 2.50 metri uno che sta tre metri sopra il cielo è poco più in la del secondo cielo, d'altro canto i cieli potrebbero essere abusivi ed essere stipati in meno di tre metri... BAH?
     
    prob na. albero
     
    da risolvere a mente:
    un mattone pesa un chilo più mezzo mattone
    quanto pesa il mattone?
    E poi:
    Quanto pesa un cielo?
     
    Difatti se moltiplichiamo il peso del mattone per i metri ministeriali che separano un cielo dall'altro, ipotizzando lo spazio pieno, poi calcoliamo il coefficiente di estensione di esso in base alla superficie di una sfera con centro sulla terra ma con radianza...
    Non lo so.
     
    Vabhe, basta anche perchè è tardi e sono stanco per il viaggio.
    Un saluto a tutti e un augurio per un buon inizio di anno lavorativo/scolastico.
    Erica ti amo.
    March 27

    A che età si deve smettere di essere idealisti?

    Ho 21 anni.
    Qualche giorno fa mi è capitato, durante un pranzo di famiglia, di avere una discussione su temi "politici" quali l'integrazione dei musulmani in Italia e nel mondo, le tensioni medio-orientali ecc.
    I toni si sono infiammati quasi subito.
    Eravamo in molti, ma le parti si possono riassumere così:
     
    -Mio zio Gianni, nel ruolo del pontificatore.
    -Mio zio Paolo nel ruolo del difensore dei valori occidentali-capitalisti.
    -Io nel ruolo dell'idealista pacifista.
     
    Non voglio parlare della discussione in sè.
    Non è la prima di questo genere che affronto e, ne sono sicuro, non sarà nemmeno l'ultima.
    Ciò che mi ha colpito è questo:
    Mio zio Paolo è un uomo di circa 40 anni, milanese da generazioni come ormai pochi, è sposato e ha 2 bellissimi bambini piccoli, un lavoro ben pagato che lo porta a viaggiare e una casa di proprietà.
    E' di educazione cattolica ma non è un buon praticante ed è di centro-sinistra.
    In pratica (a parte la provenienza e la religione) è come vorrei essere io tre 20 anni.
    Eppure durante la discussione ha sparato alcune "offese" davvero "interessanti" quali: comunista, anarchico, abiuratore della cultura italiana...
    Ma tra queste parole l'unica che mi ha colpito è stata quella di "idealista".
    Voglio dire, non ce l'ho con lui, so perchè parla così: la paura, ha molto da difendere e la situazione internazionale per molti versi non consente ne' errori, ne' tentennamenti.
    Ma i motivi che l'hanno spinto a parlare così (la famiglia su tutti) sono gli stessi che muoveranno me stesso in un futuro prossimo.
    Verrà forse un momento in cui rinnegherò la speranza in un mondo pacifico, di cooperazione tra i popoli e in un futuro non troppo lontano per occuparmi solo del quotidiano e del benessere di quella ristretta cerchia di persone che fanno parte della mia vita?
    February 27

    meno di 24 ore dopo

    La cosa strana è che a meno di 24 ore dal precedente post, rileggendolo mi pare l'abbia scritto un'altra persona.
    Cioè, io capisco di cosa sta parlando e non mi spaventa ma letto da un altro sembra il messaggio di un drogato.
    L'ho detto ad erica, la mia ragazza, specificando che avevo solo sonno ed ero sobrio.
    La sua risposta è stata di quelle lampanti, di quelle che solo le donne sanno dare:
    -Ci credo, amore: in fondo non puoi essere bruciato solo quando bevi, lo devi essere comunque un po'!-
     
    February 26

    ruota libera

    golden brown da ore
    è l'una
    ogni volta che chiudo gli occhi mi gira la testa
    non è alcohol, solo sonno
    sento come se avessi qualcosa di importante da dire che mi batte dietro il palato
    qualcosa di davvero mio
    ma se scrivo mi escono solo banalità
    sono sicuro che se andassi a letto lo sognerei
    e non cambierebbe niente
    vado ogni notte a letto dopo le 3 perchè ho paura di far passare un altro giorno?
    è normale aver paura del tempo a 21 anni?
    è importante che voi lo sappiate?
    ovviamente no
    non cambierebbe niente
    mi sento come la macchina che mi ha regalato mia nonna
    ero piccolo
    i miei amici avevano tutti le radiocomandate
    è facile guidarle
    mi piacevano
    mia nonna non capì
    mi comprò una macchina "magica"
    si chiamavano così
    in pratica quando la macchina sbatteva contro un muro si girava finchè non aveva via libera
    solo per andare a a sbattere al muro successivo
    sono sicuro di non essere l'unico a sentirsi così
    sono in loop
    non sono disperato
    non anelo il suicidio
    sono contento di vivere
    la maggior parte delle volte
    ma so, come tutti voi
    e non sono speciale ne un diverso
    non ho questo onore
    January 24

    post noioso (non si può sempre scrivere minchiate)

    Allora ecco una mia teoria.
     
    1 Non esiste niente dopo la morte.
    2 Quindi la vita che abbiamo è l'unico lasso di tempo che abbiamo tra il non essere e il non essere.
    3 Quindi se non esiste niente dopo la vita non abbiamo uno scopo "alto" per vivere.
    4 Quindi il nostro unico scopo nella vita è cercare di occuparla in modo positivo.
    5 Ma positivo secondo chi? se non c'è nessuno a giudicarci se ne deduce che l'unico che può valutare il mio operato sono io stesso.
    6 La morale oggettiva crolla, vale solo la mia.
     
    I difetti della teoria da me scoperti sono due:
     
    1 Se la mia morale è l'unica che conta nulla mi vieta di distaccarmi da quella comune, anche di parecchio. Potrei mettermi a mangiare bambini lessi con le patate semplicemente perchè mi sfizia.
     
    2 se il mio unico obiettivo è godere potrei perdere di vista la realtà dei fatti per isolarmi in un mondo fittizio fatto esclusivamente di piaceri a breve termine con la conseguenza che se qualcuno volesse fare del bene immediato a me in cambio di male futuro a me o, ancora meglio, a qualcun altro, io non avrei nessuno motivo per non accettare
     
    3 il fatto che tutto si focalizzi in una sfera prossimissima a me mi porterebbe a disinteressarmi totalmente degli altri.
     
    e' chiaro che si tratta di casi estremi e la soluzione è insita nella stessa teoria, in ciascuno dei tre casi, infatti non mi sentirei a posto con la mia coscienza e quindi sarei infelice dato che vanno in contrasto con la mia morale, ma è anche vero che pur trattandosi di casi limite, la teoria è caratterizzata appunto dalla mancanza di autocontrollo "rigido" proprio della morale "comune".
    Una morale soggettiva infatti basta poco per cambiarla, mentre una morale comune è una morale difficile da cambiare dato che è formata dalla media delle morali di molte persone.
     
    Basta seghe mentali per oggi
    January 21

    Qualcosa di me

    >>01-data? 21 gennaio 2007
    >>02- Nome: Davide
    >>03- nato il? 12 gennaio 1986
    >>04- Segno zodiacale: capricorno
    >>05- Tatuaggi: no
    >>06- Piercing: no
    >>07- Sei innamorato/a: si
    >>08- Ti piaci interiormente? diciamo che mi accetto e cerco di essere meglio possibile
    >>09- Hai già amato al punto di piangere per qualcuno? si
    >>10- Hai mai fatto un incidente con la macchina? si 2
    >>11- Hai mai avuto una frattura? no (ma porta jella sta cosa?)
    >>12- Pepsi o coca-cola ? Coca-cola
    >>13- Whisky o vodka? non sono un appassionato
    >>14- Ti fidi dei tuoi amici? generalmente si
    >>15- Colore preferito per l'intimo? bho? come capita capita...
    >>16- Misura di scarpe: 47
    >>17- Numero preferito: non ne ho
    >>18- Doccia o bagno? doccia anche perchè, essendo alto 1.92, non ci sono vasche che mi posso permettere che mi contengano
    >>19- Cosa odi? Le catene di sant'antonio (faccio uno strappo perchè me lo hanno praticamente richiesto), le strade prestabilite, la noia
    >>20- Come ti vedi nel futuro? sdraiato sul bagnasciuga in riva al mare
    >>21- Di cosa hai paura? della mia indecisione
    >>22- Il tuo film preferito? ne un po' uno dei miei preferiti è sicuramente american beauty
    >>23- Se potessi essere qualcun altro chi saresti? Tiziano Terzani, ma non adesso, dato che è morto...
    >>24- Cosa c'è appeso al muro della tua camera? un paio di quadri, un grande batik e un poster di the punisher, ma ora lo levo perchè stona
    >>25- Cosa c'e sotto il tuo letto? un altro letto, (non è a castello è piegato)
    >>26- Un posto dove ti piacerebbe andare: Istanbul e poi ovunque ma mai viaggiando verso ovest
    >>27- Profumo preferito: quello del corpo della mia ragazza
    >>28- Sport preferito: uno qualsiasi ma con la gente giusta
    >>29- Timido o estroverso? estroverso perchè timido
    >>30- Soprannomi? taz, dodò, didò.
    >>31- Una frase che ti piace: Non basta non fare il male per essere dei giusti
    >>32- Hai paura della morte? complicato, ma, stringendo, si, una paura fottuta
    >>33- A che ora vai a letto di solito? dipende se ho da fare la mattina dopo
    >>34- Ti piace ricevere in regalo dei fiori? ehm non saprei
    December 13

    delirio misterioso

    Era un luminoso pomeriggio di aprile e i due giovani, Giorgio e Piero, si incontrarono nella radura si Sherwood. I ragazzi subito incrociarono i loro peni in segno di reciproca stima.
    Quando sui loro visi stupefatti si dipinse... lo stupore!
    Uno dopo l'latro si accorsero di avere dietro di se Lady Marion.
    La ragazza emise uno squassante e forte peto.
    Quando cominciò a correre, rossa in volto, i due ragazzi udirono un peto dietro l'altro, sempre più potenti... e capirono di essere caduti in una trappola!